Mensa scolastica e morosità, i bambini devono essere tutelati

Negli ultimi tempi il nostro Paese ha assistito a diversi incresciosi episodi di esclusione di alunni dal servizio di mensa scolastica a causa del mancato pagamento della retta per il servizio da parte dei genitori.

L’ultimo in una scuola di Montevarchi dove gli alunni, figli di genitori morosi, sono stati sistemati in un tavolo separato dai compagni e ai quali è stato servito il pasto a base solo di pane ed olio.

Questi comportamenti, oltre a violare la Costituzione italiana e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, vanno contro anche alle linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica stabilite dal Ministero della salute secondo cui la ristorazione scolastica non deve essere vista esclusivamente come semplice soddisfacimento dei bisogni nutrizionali, ma deve essere considerata un importante e continuo momento di educazione e di promozione della salute diretto ai bambini, che coinvolge anche docenti e genitori.

Purtroppo la proliferazione delle cattive prassi relative alla mancata inclusione dei bambini figli di genitori impossibilitati a saldare la retta si riscontra un po’ dovunque e, la morosità deve esser certamente combattuta, ma le strategie di recupero crediti dei comuni dovrebbero operare per vie esattoriali con strumenti che non prevedano il coinvolgimento dei bambini;

Ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere che il Miur intervenga immediatamente per migliorare l’accessibilità e la fruibilità del servizio di mensa scolastica, evitando in ogni caso l’esclusione del minore dal servizio, rendendo la ristorazione scolastica un servizio pubblico essenziale.

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